Novità per gli Adempimenti Fiscali, Riscossione e Compensazioni

Rottamazione dei ruoli “quinquies” per carichi 2000–2023

È riaperta la definizione dei carichi affidati all’Agente della Riscossione tra il 2000 e il 2023 per omessi versamenti da dichiarazioni, controlli automatizzati/formali e contributi INPS dichiarati e non pagati (non include accertamenti esecutivi, avvisi di liquidazione e recuperi crediti d’imposta). La domanda va inoltrata entro il 30 aprile 2026. Le somme (senza sanzioni, interessi e aggio) si pagano in unica soluzione o con prima rata entro il 31 luglio 2026, fino a 54 rate bimestrali con interessi
al 3%
dall’agosto 2026. Con la domanda si ottengono effetti protettivi (sospensione pignoramenti, rilascio DURC, possibilità pagamenti PA); 

la decadenza scatta con l’omesso pagamento dell’unica rata, di due rate anche non consecutive o dell’ultima, o per pagamenti insufficienti. Chi era in regola con rottamazioni precedenti al 30.9.2025 deve proseguire i pagamenti originari.

Suggerimento operativo: fare un check massivo dei ruoli per identificare i carichi definibili, valutare la sostenibilità (unica soluzione vs. lungo piano) e gestire eventuali rinunce ai giudizi pendenti come richiesto.


 

Divieto di compensazione con ruoli scaduti: soglia abbassata a 50.000 euro (dal 1.1.2026)

Dal 2026 non è possibile compensare crediti se si hanno debiti iscritti a ruolo superiori a 50.000 euro. Il blocco vale anche per la parte eccedente (se ho ruoli per 70.000 euro e crediti per 80.000 euro, non posso compensare neppure i 10.000 eccedenti). Il divieto non opera se il debito è rateizzato o se è stata presentata domanda di rottamazione.
Per le aziende che usano intensamente la compensazione (IVA, ritenute, crediti d’imposta), è cruciale monitorare la soglia e, se necessario, rateizzare tempestivamente per sbloccare il canale.


 

Omessa dichiarazione IVA: liquidazione automatica con sanzione ridotta se si paga subito

Per le annualità ancora accertabili al 1° gennaio 2026, l’Agenzia potrà liquidare automaticamente l’IVA dovuta in caso di dichiarazione omessa, basandosi su dati di fatture elettroniche, corrispettivi telematici e LIPE. Il contribuente riceve una comunicazione con imposta, interessi e sanzione del 120%, ridotta al 40% se si paga entro 60 giorni. Non sono ammessi rateazione e compensazione su queste somme; in caso di mancato pagamento si procede all’iscrizione a ruolo.
Per prevenire contestazioni e sanzioni elevate, conviene presidiare le scadenze, chiudere tempestivamente lipe anomale, e sanare le omissioni prima della comunicazione.


 

Fatturazione elettronica verso la PA: strumenti gratuiti e conformità

Resta l’obbligo di fatturazione elettronica in formato XML tramite SdI verso la PA. Sono disponibili strumenti gratuiti (MEF/AgID/Unioncamere) per creazione, invio e conservazione a norma, particolarmente utili per PMI che fatturano occasionalmente alla PA. Suggeriamo di verificare periodicamente codici ufficio IPA, corretta indicazione di CIG/CUP quando richiesti, esito di consegna SdI, e l’integrazione con la conservazione sostitutiva entro i termini.


 

Abrogazione dell’invio corrispettivi tramite “sistemi evoluti di incasso”

Viene cancellato l’obbligo (mai effettivamente partito) di trasmettere i corrispettivi via sistemi di pagamento evoluti (POS, carte). La trasmissione continua con strumenti già in uso: registratori telematici, smart-POS/PC/tablet con software gestionali conformi.
Per gli esercenti è un alleggerimento: conviene però fare una ricognizione del parco dispositivi e delle certificazioni per evitare “buchi” nelle trasmissioni giornaliere.

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